20 Gennaio 2008
Ue: basta troppa pubblicità in tv. E Sky, che si fa pure pagare?
di: redazione in : Articoli, Società dell'Informazione
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SkySport: basta spot durante il calcio
Prendo spunto dall’ultima sentenza europea, che ha aperto una procedura d’infrazione contro l’Italia per l’alto numero di spot in tv, per parlarvi di SkySport che ha pensato bene di infilare la pubblicità durante le partite di calcio. Passino pure i superspot prima e dopo la partita, ma mandare la pubblicità pure quando un abbonato (a caro prezzo) sta godendosi una partita di calcio, oggettivamente è davvero troppo.
SkySport ha inaugurato questa pratica da qualche mese, che diventa via via sempre più invasiva. Si è passati da uno spot a partita – per reclamizzare le proprie trasmissioni o le anteprime – ai 4/5 spot dell’ultimo week end. Durante la partita compare in sovraimpressione, nella parte inferiore dello schermo e nemmeno tanto piccola, una fascia pubblicitaria. In più lo spot ha anche un effetto sonoro che talvolta copre la voce dei commentatori.
Una cosa davvero vergognosa.
(fonte: http://antoniovergara.wordpress.com/2007/12/07/skysport-basta-spot-durante-il-calcio/)
Procedura Ue contro l’Italia: c’è troppa pubblicità in tv
Annuncio del portavoce del commissario alle Tlc, Viviane Reding “Le vostre leggi devono cambiare”.
Martedì prossimo il via libera
Nel mirino il mancato rispetto della norma europea sulla durata della pubblicità di 12 minuti l’ora e dell’intervallo di venti minuti tra gli spot. Va anche risolto il nodo televendite e autopromozione
da “repubblica.it”
BRUXELLES - “Il numero eccessivo di spot sulle tv italiane è inaccettabile”: così Martin Seylmar, portavoce del commissario Ue alle Tlc, Viviane Reding, ha confermato che è in arrivo una procedura di infrazione contro il nostro Paese. La decisione - ha spiegato - “sarà presa dalla Commissione Ue martedì prossimo”.
Secondo la Commissione il numero di spot non è accettabile, la norma europea della durata di pubblicità di 12 minuti l’ora non viene rispettata così come non viene rispettato l’intervallo di venti minuti tra uno spot e l’altro. “Vogliamo che le leggi italiane sulla pubblicità siano cambiate” ha detto Seylmar, aggiungendo che “le televendite non sono incluse in questi 12 minuti ed inoltre l’autopromozione non viene considerata come pubblicità. In più le sanzioni contro chi viola le norme sono deboli”.
Selmayr ha quindi spiegato che martedì, alla riunione a Strasburgo, Reding proporrà l’apertura della procedura contro l’Italia ai colleghi, attraverso l’invio di una lettera di messa in mora al governo. Per Bruxelles la direttiva ‘Tv senza frontiere’ , che regola il quadro giuridico in materia, fornisce “il giusto equilibrio”, ha detto Selmayr, sottolineando che una “pubblicità eccessiva non è accettabile”.
Viviane Reding “è da molti anni in contatto con l’autorità italiana, anche attraverso diverse lettere - ha detto il portavoce - alcuni progressi sono stati fatti. Ma ne servono altri. Siamo generalmente soddisfatti del modo in cui Agicom applica la normativa attuale, tuttavia questa normativa è incompatibile con le regole della direttiva Ue Tv senza frontiere, e deve essere quindi cambiata”.
Oltre all’Italia - ha quindi spiegato Seylmar - anche la Spagna è nel mirino per il numero eccessivo di spot trasmesso sulle reti televisive. “La Commissione da parecchi anni insiste che le regole televisive sulla pubblicità vengano fermamente rispettate in ogni Stato membro”, ha concluso il portavoce.




















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